Calabria 2010 - Il ritorno - The homecoming - El regreso
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Citta' di Vibo Valentia
(da ItalianVisits.com)
Popolazione: 34,836 (1991)
Sito Internet: Vibo Valentia (Provinciale)
Wikipedia:Vibo Valentia
Mappa:MapQuest









Fino al 1928 Vibo Valentia era conosciuta come Monteleone di Calabria. Nonostante la citta' sia situata nell'entroterra e sopra il Golfo di Sant'Eufemia sul Mar Tirreno, la sua posizione fu nel corso della storia considerata strategica e la citta' fu per questo sede di conflitti e guerre che si sono protratte per migliaia di anni. Come se cio' non fosse abbastanza, la citta' e' stata duramente colpita da frequenti terremoti, in particolare quelli del 1783 e del 1905. Sotto la citta' vecchia, nella baia che ha visto nel corso dei secoli l'andare e venire di numerose navi da guerra, sorge la citta' nuova di Vibo Marina, frequentata dai pescatori locali ma anche da coloro che usano la baia come punto di partenza per navigare il Mediterraneo. Durante l'estate migliaia di visitatori in vacanza provenienti soprattutto dal Nord d'Italia affollano le spiagge, i ristoranti, i bar e gli alberghi che hanno visto un notevole sviluppo soprattutto negli ultimi 20 anni. La citta' si ravviva davvero nella stagione estiva. Come molte citta' della parte meridionale della Calabria, la vecchia Vibo – o Hipponion come era conosciuta – fu colonizzata dai Greci. Le prime popolazioni ad insediarsi a Vibo arrivarono dalla vicina Locri intorno al 700 AC. Successivamente un sanguinoso conflitto scoppio' tra la citta' “madre” e Hipponion, coinvolgendo entrambe le citta' in una serie di guerre lunghe e catastrofiche. Vibo fu inoltre meta di interesse da parte di governi “stranieri”, come i Siracusani e le popolazioni italiche dei Brutti e dei Lucani. Ad un certo punto, durante il conflitto con Locri, la citta' cadde sotto la protezione di Cartagine, ma una volta che i Cartaginesi furono sconfitti dai Romani durante la seconda Guerra Punica, la citta' divenne dominio dell'Impero Romano (nel 192 AC) dove rimase per centinaia di anni.

Dopo la caduta dell'Impero Romano, la citta' fu sede di continue guerre tra imperi nemici, inclusi gli Aragonesi, i Normanni e i Saraceni.Durante il regno Normanno, o Svevo, l'Imperatore Federico II, che incluse la Calabria nel Regno delle Due Sicilie, la citta', distrutta durante il nono secolo dagli attacchi dei Saraceni, fu completamente ricostruita. Fu Federico II che costrui' il castello, sul sito dove sorgeva un tempo l'acropoli greca, e fu sempre Federico che diede alla citta' il nuovo nome, Monteleone, Monte del Leone.

Successivamente, la Calabria venne assorbita nel Regno di Napoli e fu in questo periodo che perse di importanza. Vibo riconquisto' parte del suo antico prestigio quando, durante la Conquista Napoleonica, divenne la capitale amministativa della regione che i Francesi chiamarono Calabria ultra.

Dopo la sconfitta di Napoleone, la citta' si trovo' nuovamente sotto il dominio del Regno di Napoli dove rimase fino all'unificazione d'Italia nel 1860. Vibo Valentia prese il suo nome attuale nel Gennaio del 1928 secondo un decreto del Governo Fascista di Roma. ono numerose le cose da vedere nella citta' vecchia. Raccomandiamo di cominciare dal Belvedere Grande, dove si puo' ammirare una fantastica vista che va dalle Montagne della Sila all'entroterra Calabro, fino al Monte Etna in Sicilia. Vicino al Belvedere sono visibili 300 metri delle originali mura greche, costruite con blocchi monolitici che, gli storici raccontano, si estendevano per 7 chilometri intorno alla citta'. Di notevole interesse sono inoltre le rovine di un tempio Dorico. Il castello Normanno, interessante di per se', ospita il Museo Archeologico dove sono conservati numerosi oggetti provenienti da diverse ere, dal periodo Greco a quello Napoleonico. Nella citta' vecchia che va dall'acropoli fino in fondo alla collina, si possono ammirare i resti di terme e case romane, contenenti interessanti frammenti di mosaici (in via XXV Aprile), insieme a particolari edifici pubblici e chiese risalenti a tempi antichi. Il Duomo, dedicato a Santa Leoluca, e' un bellissimo esempio di architettura barocca. All'interno si possono ammirare incredibili statue scolpite da Antonello Gagini. Da ricordare e' la Chiesa San Michele costruita in stile rinascimentale nel 1519. Il campanile fu aggiunto nel 1671. La Chiesa Santa Ruba, che si dice essere abitata da un fantasma, ha una cupola fatta a forma di ombrello. Il Museo Nazionale dell'Emigrazione, Museo Scalabrini, situato all'interno del convento domenicano accanto alla cattedrale, raccoglie un'incredibile collezione che testimonia il periodo dell'emigrazione dei calabresi verso Stati Uniti, Canada e altri paesi del “nuovo mondo”. Casa Capialbi e' un museo situato in via Cesare Lombardi che ospita una collezione di notevole valore di bronzi greci, vetro romano, antichi papiri e libri risalenti al sedicesimo secolo. Infine, si ricorda il Museo di Arte Sacra a Piazza San Leoluca vicino alla Cattedrale. Inclusi nella collezione sono diversi oggetti sacri provenienti da Vibo Valentia e dalle zone limitrofe. La Vibo Valentia moderna e' un centro governativo, con una modesta attivita' industriale legata soprattutto alla produzione alimentare (vino, olio, latticini etc). La'attivita' portuale e' di certo fondamentale all'economia della citta' cosi' come il turismo che ricopre un ruolo di notevole importanza per tenere la citta' attiva e viva. Raccomandiamo di visitare Vibo Valentia – soprattutto durante la bassa stagione – e pianificare di passare nella citta' almeno una giornata. Quando sei sul Belvedere e guardi la citta' sottostante, cerca di tornare indietro con la mente a migliaia di anni fa: la vista non e' per nulla cambiata.
 


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